il dottor Carmelo Urso, anatomo-patologo, è stato assolto “perché il fatto non costituisce reato”

Il che mi fa comunque venire i brividi: ogni paziente che visito, ognuno dei pazienti che ho visitato è un possibile reato . . .

Il 30 gennaio 2001 il dottor Urso aveva esaminato un neo asportato dalla schiena di una studentessa di medicina di 26 anni, Serena B., e il 5 febbraio 2001 aveva firmato un referto istologico che lo inquadrava come un “nevo melanocitico” e non come un melanoma.
Se il melanoma fosse stato correttamente diagnosticato nel 2001 — affermarono gli esperti — le sue speranze di vita sarebbero state ben più alte (probabilisticamente, aggiungo io: mica puoi dir con certezza, oggi, che ne sarà – con il 100% di certezza – dell’evoluzione di una malattia?) .

E m’interrogo: hai studiato, ti sei professionalizzato e rischi di passar per criminale!
Il ricordo è molto chiaro: non ho memoria di aver sentito mio padre – medico condotto, poi della mutua, poi MMG medico di medicina generale in una piccola cittadina – parlare o temere di denunce e processi. Storia recente, mio padre è in pensione da una decina di anni dopo oltre 40 anni di rispettabile carriera: si tratta di pochi anni fa eppure qualcosa si è irrimediabilmente rotto.
Se i giornali dessero pari spazio agli ipotetici episodi di malasanità ed a tutte le sentenze di assoluzione, chissà . . . .

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