gestione del nodulo tiroideo

Il 4-5% della popolazione è affetto da noduli tiroidei palpabili mentre lesioni nodulari della tiroide clinicamente mute, evidenziabili solo con ecografia, sono presenti in oltre il 60% della popolazione: ecco quindi una sintesi dei suggerimenti di una stimata collega [disclaimer!] ed amica di vecchia data con cui ho condiviso parte del mio percorso di formazione specialistica post-laurea: la dott.ssa LUISA PETRONE, Specializzata in Endocrinologia, Dirigente Medico di I° livello presso la SOD Endocrinologia della AOU Careggi e Coordinatrice co-responsabile del Gruppo Oncologico Multidisciplinare Endocrino della AOUC.

I noduli tiroidei sono più frequenti nel sesso femminile e la loro prevalenza aumenta con l’aumentare dell’età, nelle aree a carenza iodica e nei soggetti esposti a radiazioni ionizzanti.
Le neoplasie maligne peraltro si osservano soltanto in circa il 5% dei noduli. L’esame citologico dell’agoaspirato con ago sottile dei noduli consente la differenziazione tra noduli benigni e noduli maligni e quindi limita la necessità dell’intervento chirurgico.
L’esame obiettivo deve focalizzarsi sulla palpazione della tiroide, valutando la consistenza e mobilità del/i noduli e sulla palpazione delle regioni laterocervicali per escludere la presenza di linfoadenopatie.
Tutti i pazienti devono essere sottoposti a studio ecografico della tiroide per documentare numero, dimensioni e caratteristiche dei noduli e eventuale presenza di linfoadenopatie cervicali.

nodulo tiroideo ecografia
nodulo tiroideo ecografia

In accordo con le linee guida dell’American Thyroid Association, devono essere sottoposti ad ago aspirato i noduli tiroidei >1 cm con sospetto ecografico elevato o intermedio (nodulo ipoecogeno solido o con componente cistica con una delle seguenti caratteristiche: margini irregolari, microcalcificazioni, più alto che largo, calcificazioni con estensione extracapsulare o solido ipoecogeno con margini sfumati senza altre caratteristiche), i noduli >1.5 cm con sospetto ecografico basso (solidi o parzialmente cistici, iso o iperecogeni) e i noduli >2 cm con sospetto ecografico molto basso (noduli spongiformi o parzialmente cistici).
Anche i linfonodi cervicali sospetti devono essere sottoposti ad ago aspirato.

Qualora un campione citologico quantitativamente adeguato e valutato da un citologo esperto deponga per la benignità e non ci siano sospetti clinici ed ecografici, si raccomanda di ripetere l’eco entro 1 o 2 anni. Per i casi con immagini ecografiche sospette è ragionevole un intervallo di tempo minore, compreso fra 6-12 mesi.
Se c’è evidenza di una crescita dei noduli è raccomandabile ripetere l’aspirazione con ago sottile.

L’articolo integrale è su Toscana Medica di novembre 2017.

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