un esame in più

mi telefonano dall’accettazione per chiedermi la cortesia di fare un esame in più: una paziente si presenta in Istituto per effettuare l’esame ma non risulta dalla lista, per risolvere il problema mi chiedono di effettuare comunque l’esame fuorilista. Acconsento e, appena possibile, chiamo la paziente per visitarla: è una giovane donna (circa 30 anni), la faccio entrare, iniziamo a chiacchierare ed immediatamente mi rendo conto che la paziente è mentalmente disabile. La accompagna un signore, distinto, sui 70 anni (il babbo?) che però resta non entra in ambulatorio per cui mi relaziono esclusivamente con lei; la interrogo per capire il motivo dell’esame (sulla richiesta, come troppo spesso accade, non c’è scritto nulla) e, a fatica, viene fuori che – a mio padre non ho detto nulla – ha avuto rapporti sessuali e (in un passato non meglio precisato) andando in bagno ha avuto l’impressione di espellere un bambino!
Per quanto mi è stato possibile capire alcuni mesi fa (non chiaramente definibile il periodo) ha avuto amenorrea (un solo mese) e poi è ripreso il normale andamento ormonale, ovviamente non ha mai fatto un test di gravidanza ……
Questo episodio mi ha dato da pensare molto, mi ha fatto tenerezza il babbo della ragazza che la accompagnava completamente ignaro di tutto (di qualunque cosa sia accaduta) e mi ha fatto parecchio pensare (male) chi ha in qualche modo approfittato di una persona che non è completamente in sè.
Cose che accadono nel mondo, cose che quando vanno storte appaiono a caratteri cubitali sui giornali ….

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