si fa al buio !

non ero in una sala poker, ero al lavoro !
Entra questo paziente e mi fa – alla mia domanda standard ha portato esami precedenti ? – si fa al buio ! Avevo l’impressione di averlo già visto e, controllando in archivio, ne ho la conferma perchè era già passato in Istituto e l’avevo visitato io; peraltro ero stato preallertato dalle addette amministrative che mi avevano messo in guardia, che era un tipo un pò particolare. Finisco la visita e per concludere parte la requisitoria sul fatto che gli uomini muoiono prima perchè si fa troppa prevenzione solo per il sesso femminile e quindi gli uomini ne pagano il prezzo.
E quindi mi tocca pubblicare questa notizia, a seguire . . .

Non solo i noti nemici giurati della salute della donna, come il cancro alla mammella o quello al collo dell’utero. Il gentil sesso si ammala di più, tant’è che l’8,3% delle italiane denuncia un cattivo stato di salute contro il 5,3% degli uomini. A metterle a letto, o semplicemente fuori forma, una serie di malattie che le colpiscono di gran lunga più degli uomini. Sul banco degli imputati, ad esempio, osteoporosi e problemi alla tiroide che minano la salute delle donne con una prevalenza del 736% e del 500% superiore rispetto a quella degli uomini. Ma anche depressione e ansia (+138%), cefalea ed emicrania (+123%), Alzheimer (+100%) e cataratta (+80%). A puntare il dito contro i talloni d’Achille della salute in rosa è donneinrete.net, l’associazione presieduta da Rosaria Iardino e presentata oggi a Roma alla presenza di vip, politici e istituzioni.Donne più a rischio, sottolinea l’associazione, anche di artrosi e artrite (+49%), calcolosi (+31%), ipertensione arteriosa (30%), diabete (+9%) e persino allergie (+8%). E non è tutto. Il gentil sesso consuma anche più farmaci, ed è maggiormente soggetto a reazioni avverse. “Eppure – fa notare Iardino – le donne sono da sempre sottorappresentate nei trial clinici, con il risultato che la consumatrice di farmaci è assimilata al maschio sia per quanto riguarda l’efficacia che le controindicazioni del medicinale. Per questo – sottolinea la presidente di ‘donneinrete.net‘ – bisogna sviluppare la ricerca di genere, che consentirebbe di segnalare le differenze di assimilazione e di risposta dell’organismo femminile rispetto a quello maschile. Queste differenze – conclude – vanno studiate per i potenziali rischi, ma anche per i benefici diversi che si possono rilevare tra i generi”.

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