risorse Ssn non si potranno aumentare

lo dice Tullio Lazzaro, presidente della Corte dei Conti, ascoltato in audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali che indica anche la strada da percorrere: puntare sempre più su un miglioramento nell’appropriatezza delle prestazione rese e su un adeguamento della strutture amministrative alle nuove sfide gestionali.

Le risorse non potranno più essere aumentate, la richiesta di prestazioni clinico-diagnostiche – spesso inutili – cresce a dismisura e quindi accade che le liste d’attesa si gonfino: chi potrebbe aver realmente bisogno resta ingolfato nelle lunghe attese e non riesce ad accedere, in tempi corretti, alle prestazioni di cui avrebbe necessità.
E, poco dopo questa importante affermazione di un esterno (quale può essere il presidente della Corte dei Conti), arriva una manovra correttiva pari all’1,6% del Pil, pari a circa 25 miliardi di euro: correttiva, ovviamente, nel senso di minor spesa quindi ancora meno soldi per tutto e ovviamente anche per la Sanità . . .
Ricordate che la Corte dei Conti, sempre lei, denuncia il grave fenomeno della corruzione nell’amministrazione pubblica:  sottraendo i 25 miliardi di euro della prossima manovra correttiva ai 60 miliardi di euro drenati dalle casse dello stato verso le tasche di amministratori disonesti ed impreditori spregiudicati resterebbero oltre 30 miliardi di euro da redistribuire per spese sociali di qualunque tipo ai cui si potrebbero, inoltre, aggiungere i soldi risparmiati dai tanti esami diagnostici prescritti per procedure di medicina difensiva (12 – 20 miliardi di euro l’anno).
Fate voi il conto  . . .

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