quante volte . . .

bisogna ripetere un concetto perchè sia chiaro ?
Mi sono francamente spazientito quando – per la quarta o quinta volta – il paziente, indicando un lato del collo mi ha detto a me fa male qui !
Avevo terminato l’esame, del tutto negativo, ero già passato – varie volte – ad analizzare la zona indicata eppure lui insisteva: ho dolore qui !
Mi rendo conto che per alcuni vale l’equazione: ho dolore qui, l’ecografia (o la TAC o la Risonanza) deve vedere qualcosa che non va; spesso, invece, l’esame ecografico serve per escludere eventuali alterazioni – che nello specifico non c’erano – e per dare il via ad eventuali altri accertamenti.
Ma il paziente non era contento: c’è voluto così poco (con lo sguardo sospettoso di chi si sente preso in giro) ?
Credo di fare scrupolosamente il mio dovere, se ti dico – più volte – che non c’è niente vuol dire che non vedo niente meritevole di esser riportato.
Per questo paziente (che peraltro era stato operato, non aveva portato documentazione dell’intervento chirurgico) evidentemente l’esame doveva esser stato fatto male: se lui aveva dolore (alla trachea!) ed io non avevo visto niente di strano, vuol dire che io non ero stato in grado di trovare il problema.
Conclusione (semi-testuale): signor paziente, se pensi che io sia incapace vai a rifare l’esame !
Risposta: ma dovrei spender altri 36 euro (il costo del ticket) ?
Ovvero: non mi preoccupo di esser malato o di aver qualcosa di grave, ma di aver speso male ben 36 euro . . .
Andando via ne parlo con le addette amministrative dell’accettazione che lo identificano subito: chi? quello che non voleva pagare il ticket non avendo l’attestazione di esenzione ?

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