
Nausea e vomito sono una delle complicanze più comuni della gravidanza: la maggior parte delle donne utilizza internet per cercare informazioni a riguardo ed è ovvio che possano affidarsi a informazioni fuorvianti ritrovate su siti web non affidabili.
Durante il periodo della gestazione, il bisogno di ricevere informazioni affidabili sulla salute subisce una crescita esponenziale. Sebbene i medici, le ostetriche e i corsi di accompagnamento alla nascita rimangano i pilastri fondamentali della formazione prenatale è anche vero che la stragrande maggioranza delle donne ricerca informazioni su web per integrare le proprie conoscenze.
L’evoluzione delle fonti: dai blog all’Intelligenza Artificiale
Questo fenomeno è particolarmente evidente tra le donne alla loro prima gravidanza, che tendono a fare affidamento su fonti informali e digitali più di chi ha già avuto figli. In alcuni contesti europei, come il Belgio, Internet è diventato la seconda fonte di informazione più importante, percepita dalle future madri quasi allo stesso livello del proprio medico di riferimento.
Mentre i motori di ricerca rimangono lo strumento principale, il panorama digitale si è evoluto rapidamente:
- Social Media e Influencer: Se un tempo i “parent influencer” comunicavano principalmente attraverso i blog, oggi il focus si è spostato su piattaforme visive e immediate come Instagram, YouTube e TikTok.
- App e AI: Oltre alle applicazioni dedicate al monitoraggio della gravidanza, sta emergendo una nuova frontiera: l’uso di modelli linguistici avanzati e assistenti basati su Intelligenza Artificiale (come ChatGPT) per ottenere risposte istantanee ai propri dubbi.
Il paradosso della rete: accessibilità contro attendibilità
Se da un lato la rete rende più semplice che mai trovare risposte immediate a ogni preoccupazione, dall’altro espone le donne a un rischio elevato di disinformazione. Con questo termine ci si riferisce a qualsiasi contenuto sulla salute che sia falso, fuorviante o privo di basi scientifiche solide.
Il problema non è solo la presenza di notizie false, ma la difficoltà nel riconoscerle. Molte donne sono consapevoli che il web possa essere inaffidabile, eppure faticano a valutarne criticamente la credibilità. Questo ha conseguenze concrete: le ricerche online influenzano decisioni cruciali, come la scelta di sottoporsi a test di screening prenatale o l’assunzione di farmaci in gravidanza.
Focus sulle complicazioni: il caso della nausea e del vomito
Le tematiche più ricercate riguardano solitamente lo sviluppo del feto, la preparazione al parto, l’alimentazione e la gestione delle complicanze. Tra queste ultime, la nausea e il vomito (NVP), spesso chiamati “nausee mattutine”, rappresentano uno degli argomenti più ricercati.
Sebbene queste condizioni si manifestino tipicamente nel primo trimestre, per molte donne persistono per tutta la gestazione, colpendo oltre il 70% delle future madri e riducendo drasticamente la loro qualità della vita.
Esiste però un problema comunicativo profondo:
- Senso di isolamento: Molte donne sentono che la loro sofferenza venga minimizzata dai professionisti sanitari, percependo una mancanza di empatia o di soluzioni concrete.
- Fuga verso l’online: Questa insoddisfazione spinge le donne a cercare rifugio e consigli in rete, dove sperano di trovare strategie per affrontare i sintomi quotidiani.
Una lacuna nella ricerca
Nonostante l’enorme impatto che le informazioni online hanno sulla salute materna e fetale, sappiamo ancora troppo poco sulla reale accuratezza dei consigli digitali riguardanti la gestione di sintomi come la nausea. Attualmente, la ricerca scientifica soffre di una grave carenza di studi specifici sulla disinformazione sanitaria legata alla gravidanza, lasciando un vuoto che espone le future mamme a rischi potenzialmente evitabili. Obiettivo di questo studio era valutare quali raccomandazioni le donne trovano nei video di YouTube e in che misura sono evidence-based: è stata effettuata un’analisi del contenuto dei 45 video in lingua inglese più visti su YouTube relativi a nausea e vomito in gravidanza per poi effettuare una review della letteratura per valutare le prove a supporto delle raccomandazioni individuate nei video.
Il team ha identificato 85 raccomandazioni, che potevano essere suddivise in 6 categorie: interventi farmacologici, medicina alternativa ed erboristica, suggerimenti dietetici, integratori, cambiamenti dello stile di vita e altre raccomandazioni. Delle 85 raccomandazioni, meno del 10% era basato su prove scientifiche (vitamina B6, zenzero e diversi farmaci) e il 5% era potenzialmente pericoloso. L’efficacia di quasi la metà delle raccomandazioni, infine, aveva ricevuto poca attenzione a livello di ricerca e più di un terzo non era stato affatto studiato.
Femke Geusens et al
YouTube as a source of (mis)information for morning sickness self-help – A content analysis and literature review of recommendations for nausea and vomiting in pregnancy
Midwifery Volume 156, May 2026, 104729