VIAGGI DELLA SPERANZA

C’è un elemento che testimonia come la sanità italiana del 2008 debba fare ancora molti passi in avanti per allinearsi agli standard dei nostri vicini europei più avanzati: la persistenza dei cosiddetti viaggi della speranza intrapresi da quei pazienti che non hanno fiducia nell’efficienza del nostro Servizio Sanitario Nazionale e, anche a costo di pesanti sacrifici, preferiscono verso l’estero per farsi curare.
I dati parlano di un cittadino italiano su quattro che decide di andare a curarsi fuori dal territorio nazionale, preferibilmente in Francia, Belgio, Svizzera e Germania. E’ quanto emerge dall’indagine di Cittadinanzattiva, stilata in base alle segnalazioni giunte all’associazione nel 2007 ed elaborata in occasione della Giornata europea dei diritti del malato. Un fenomeno trasversale, quello delle migrazioni alla ricerca di cure, che secondo i dati del Ministero della Salute colpisce sia le regioni del Sud Italia sia quelle del più moderno ed efficiente Nord. Si parte, infatti, dalla Campania (37%), dalla Sicilia (9%) e dalla Puglia (7%), ma anche dal Lazio (4%), dal Piemonte (10%) e dal Veneto (6%). E se gli ospedali di Oltralpe sono invasi dai malati italiani, non si può dire lo stesso degli ospedali del Bel Paese: nel 2006, per ogni europeo che si è recato in Italia per farsi curare, 150 cittadini italiani hanno varcato il confine verso l’Europa affidandosi a medici esteri. Un fenomeno in enorme crescita, se si considera che solo nel 2000 la proporzione era di 1 a 54 e oggi è di 1 a 150.
I motivi principali di questi ‘viaggi della speranza’ sono la necessità di un trapianto di organi e di ricevere cure oncologiche. Ma anche la convinzione che in Italia ci sia scarsa attenzione per i diritti del malato. E se questi viaggi pesano certamente sui malati, pesano almeno da un punto di vista economico anche sui conti dello Stato, visto che dal 2000 ad oggi le cure all’estero sono costate ogni anno dai 30 ai 50 milioni di euro. Le cifre sul ‘listino della salute’ sono impressionanti: per un trapianto di midollo si sborsano circa 60mila euro, 50mila per un intervento neurologico, 6mila per un innesto di cellule staminali a un tetraplegico e 4mila per un intervento alla schiena. Sono cifre che dovrebbero fare riflettere chi sarà chiamato a gestire il Ministero della Sanità nei prossimi mesi…

Ho parlato di questo argomento, citando però un caso di malasanità all’estero (e so bene che, statisticamente, una rondine non fa primavera) ….

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

prenotazione