sanità laziale nel caos

Profondo Rosso è il titolo del reportage sulla sanità laziale di Presa Diretta del 27 febbraio 2011, trasmissione d’inchiesta di Rai 3.

Il tema è tuttora d’attualità: nei reparti di Medicina interna i posti letto sono calati del 25%, dal 2005 al 2010. In alcune grandi strutture ospedaliere della capitale, come il San Camillo Forlanini, il San Giovanni e l’ospedale Santo Spirito sono diminuiti di oltre il 45% con conseguente intasamento dei reparti e lunghe liste d’attesa. A Latina c’è un surplus di malati del 25%, a Rieti il 50% del personale medico e infermieristico è precario, mentre a Cassino arrivano in ospedali pazienti terminali che dovrebbero invece essere ospitati negli Hospice inesistenti. «Non c’è stata sul territorio la riconversione delle strutture per la cronicità e abbiamo in media un surplus di malati di circa il 25%», afferma Giuseppe Campagna, direttore Uoc di Medicina Interna 1, all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. «A Rieti mancano servizi di lungo degenza post-acuzie e il 50% circa del personale, sia medico che infermieristico, è composto da precari con rinnovi periodici», aggiunge Anna Vigilante, direttore Struttura Medicina Interna 1 all’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. Così Gianfranco Iaconelli, direttore della Uoc di Medicina generale di Cassino: «Il numero dei posti letto è aumentato, ma di fatto non si riesce a rispondere alla richiesta perché il filtro della medicina di famiglia e del territorio non funziona: arrivano pazienti terminali che dovrebbero essere ospitati negli Hospice inesistenti». Infine, a Frosinone: «Per il blocco del turn over operiamo con organici ridotti all’osso e turni di guardia massacranti», rileva Enzo Vari, direttore della Uoc di Medicina Interna di Alatri.

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