pm10: l’Italia non rispetta le indicazioni dell’Unione Europea

05/05/2010
La Commissione europea procede contro l’Italia per la mancata osservanza delle norme UE relative ad un pericoloso inquinante atmosferico, il particolato fine o PM10.
L’azione della Commissione fa seguito all’entrata in vigore, nel giugno 2008, della nuova direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.
La direttiva autorizza gli Stati membri a chiedere, nel rispetto di certe condizioni e per determinate parti del loro territorio, una proroga di durata limitata del termine entro cui adeguarsi alle norme in materia di PM10 entrate in vigore nel 2005.
All’inizio del 2009 sono state inviate le prime lettere di avvertimento agli Stati membri che non avevano ancora notificato richieste di proroga o che non l’avevano fatto per tutte le zone in cui risultavano superati i valori limite di PM10.
L’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 000 morti premature in Europa. Queste particelle, contenute principalmente nelle emissioni dell’industria, del traffico e degli impianti di riscaldamento domestico, possono causare asma, problemi cardiovascolari, tumore ai polmoni e morte prematura. Un secondo e ultimo avvertimento scritto è stato inviato all’Italia per il superamento dei valori limite in numerose zone o agglomerati del Paese.

Le date di questa storia (2005 – 2008 – 2009 – maggio 2010: qualcuno se ne ricorda?) le ho messe in grassetto a testimoniare la coerenza  bipartisan dell’azione di governo, quando si tratta della salute dei cittadini: la prossima emergenza è già dietro l’angolo ?
Leggi il comunicato della Commissione Europea.

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