Lo stress da lavoro fa davvero male al cuore

Un’occupazione molto stressante ha un impatto biologico diretto sull’organismo, modificandolo e aumentando il rischio di malattie cardiache. Un gruppo di studiosi dell’University College di Londra, coordinato dall’epidemiologa Tarani Chandola, ha coinvolto oltre 10 mila impiegati statali nel primo studio su larga scala su questo tema. Il lavoro è stato pubblicato sull’ European Heart Journal.
La ricerca fa parte dello studio Whitehall II, in corso dal 1960, ma la coorte di individui presa in esame, dipendenti pubblici londinesi, in questa fase è stata seguita a partire dal 1985.
La ricerca A tutti è stato chiesto di compilare frequentemente dei questionari per indicare le loro abitudini di vita (fumo, dieta, consumo di bevande alcoliche e attività fisica) ma anche di sottoporsi a esami clinici per verificare il loro stato di salute generale: controllo della pressione, frequenza del battito cardiaco e concentrazioni del cortisolo nel sangue, noto per essere l’ormone dello stress. Nel corso dei dodici anni di follow-up, infine, i ricercatori hanno registrato quanti attacchi cardiaci, disturbi coronarici e decessi cardiaci si sono verificati tra i soggetti.
I risultati «I lavoratori con meno di 50 anni che avevano riferito di vivere una condizione professionale stressante correvano un rischio di soffrire di problemi cardiaci superiore del 70% rispetto a quelli che non erano stressati. Non solo perché mangiavano male e non avevano tempo per fare attività fisica: mostravano anche i segni di cambiamenti biochimici ‘spia’ di un cuore a rischio. «Durante i 12 anni di follow-up – spiega Tarani Chandola – abbiamo verificato che lo stress cronico da lavoro è associato a malattie coronariche. L’associazione è risultata significativa, senza distinzione di sesso, per i dipendenti con meno di 50 anni. Meno evidente, invece, l’impatto biologico dello stress sui lavoratori vicini alla pensione.  «Non c’è dubbio – chiariscono i ricercatori – che lo stile di vita rappresenti un fattore-chiave per la salute cardiovascolare ma gli stessi studiosi si dicono certi che esista un meccanismo biologico che unisce lo stress a queste patologie cardiache e che agisce prescindendo dallo stile di vita». L’ipotesi che verrà vagliata prossimamente è che lo stress possa condizionare il sistema endocrino e la produzione di particolari ormoni e che possa agire su alcune zone del sistema nervoso che controllano le funzionalità cardiache.
I meccanismi dello stress Con questo maxi-studio, il primo del genere a vantare questi numeri, i ricercatori svelano i meccanismi che legano stress e malattie. Lo stress disturba la parte del sistema nervoso che controlla il cuore, dicendogli come lavorare e controllando la frequenza del battito. I più ansiosi e agitati mostravano anche uno scarso tono vagale, gli impulsi che regolano il battito.  Anche il sistema neuroendrocrino si mostrava alterato, con elevati livelli di cortisolo al mattino per i lavoratori stressati. Non conta il livello di occupazione o la carriera: lo stress, con tutti i suoi effetti sull’organismo, non conosce qualifiche.

E a proposito dello stress degli impiegati statali mi si consenta una vignetta 😉
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