il linfonodo ingrossato: linfoadenomegalia o linfoadenopatia ?

il linfonodo ingrossato: linfoadenomegalia o linfoadenopatia ?

linfonodo

I linfonodi, chiamati anche ghiandole linfatiche, sono piccoli organi tondeggianti o a forma di fagiolo, situati lungo le vie linfatiche: il corpo umano è riccamente dotato di linfonodi, che possono arrivare a circa 600 in tutto l’organismo. Alcune regioni del corpo sono caratterizzate dalla presenza di numerosi linfonodi, spesso superficiali, vengono chiamate stazioni linfonodali

  • collo
  • ascelle
  • inguine
  • addome

A livello delle stazioni linfonodali si concentra la risposta del sistema immunitario contro agenti estranei potenzialmente pericolosi, provenienti dall’esterno (come virus o batteri) oppure dall’interno (come nel caso di cellule che da normali si trasformano, diventando maligne).

Io uso un termine, linfoadenomegalia, per riferirmi a linfonodi ingrossati privi di caratteristiche sospette.
Quando un linfonodo appare sospetto uso il termine di linfoadenopatia.

Mi riferisco, ovviamente, all’esame diagnostico di primo livello, l’ecografia che spesso segue la valutazione clinica, ovvero la palpazione manuale della stazione linfonodale oggetto di indagine.

Mi è capitato più volte di essere interpellato da pazienti e/o amici: mi si è ingrossato un linfonodo, devo far l’ecografia, con urgenza ?

linfonodi collo
stazione linfonodale del collo (cera anatomica)

E’ bene rammentare che l’ecografia non può dare una risposta diagnostica precisa (intendo che non basta l’ecografia per capire se c’è un tumore e quale sia il tumore!): nella maggior parte dei casi i linfonodi, soprattutto quelli ai lati del collo, sotto il mento o la mandibola, si ingrossano, io li etichetto come linfoadenomegalia, quale reazione a patologie infiammatorie distrettuale (nel caso del collo: raffreddore, mal di gola, mal di denti, mal d’orecchi; stesso discorso per le stazioni linfonodali inguinali o ascellari).

Quindi: se mi si ingrossa un linfonodo devo star tranquillo e non far nulla, in nessun caso ?
Direi che merita coinvolgere il medico curante se il rigonfiamento persiste, per alcune settimane, o se mostra tendenza ad incrementare nel tempo. Precipitarsi a far l’ecografia, con urgenza, quasi sempre non consente di porre una diagnosi di certezza, laddove una chiacchierata con il medico curante può tranquillizzare e consentire di mettere in attesa la richiesta di approfondimento diagnostico, mediante ecografia della stazione linfonodale interessata.
E’ buona norma interpellare il medico se l’ingrossamento dei linfonodi si accompagna ad arrossamento, e la cute sovrastante appare calda e dolente (il che orienta verso ipotesi diagnostiche diverse dal tumore) oppure se, alla palpazione, i linfonodi sembrano duri (lignei), con superficie irregolare, non mobili rispetto ai tessuti adiacenti nel qual caso andremo ad indagare, con ecografia, l’eventuale presenza di linfoadenopatia.
Se i linfonodi appaiono ingrossati e si nota la presenza di febbre, sudorazione notturna o calo di peso è buona norma farlo presente al medico curante.

In sintesi: calma, quando si nota un linfonodo ingrossato (soprattutto se è veramente uno solo, isolato); al persistere del reperto iniziamo a ragionarne con il medico curante.

DiDott Sabino Berardino

Dott Sabino Berardino Medico Chirurgo, a Firenze Specialista in Medicina Interna perfezionato in Ecografia ed Ecocolordoppler Vascolare Master di I livello in 'nuove tecnologie in Medicina - elearning'

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