depressione: il male del XXI secolo

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms) la depressione tra 20 anni colpira’ piu’ di qualsiasi altra malattia e per le societa’ sara’ l’onere sanitario piu’ pesante, tanto da un punto di vista economico che sociale. Nonostante ciò risulta che la gran parte delle societa’ in via di sviluppo spende meno del 2 per cento dei bilanci nazionali per i problemi legati all’instabilita’ mentale.
I dati dell’Oms rivelano che attualmente oltre 450 milioni di persone soffrono di disordini mentali, la gran parte proprio nei Paesi in via di sviluppo.  “I dati dell’Oms mostrano chiaramente che l’onere causato dalla depressione probabilmente aumentera’, a tal punto che nel 2030 sara’ il costo sociale maggiore tra tutte le altre patologie sanitarie”, ha spiegato Shekhar Saxena del Dipartimento di Salute Mentale dell’organizzazione Onu.
I dati sono impressionanti: circa la meta’ delle patologie mentali viene avvertita prima dei 14 anni e si calcola che il 20 per cento della popolazione minorile mondiale abbia patologie legate alla salute mentale o comunque problemi correlati. A fronte di ciò la gran parte delle nazioni a basso o medio reddito ha soltanto uno psichiatra infantile ogni 1-4 milioni di abitanti.
Il professore Martin Pince, docente di epidemiologia psichiatrica al King’s College di Londra, ha provato a calcolare quanto costa, in termini di costi sociali, una persona depressa: “In primo luogo bisogna calcolare la perdita di produttivita’ perche’ le persone con una depressione seria trovano con maggiore difficolta’ impiego e difficilmente se lo mantengono. A questo va aggiunto, almeno nelle nazioni piu’ avanzate, il costo degli ammortizzatori sociale. Tutti questi costi sommati ammontano in Gran Bretagna a circa 12 miliardi di sterline all’anno, circa l’1 per cento del prodotto nazionale lordo, che e’ davvero una somma enorme”.

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