i radiologi interpretano meglio gli esami se . . .

hanno a disposizione una fotografia del volto del paziente. L’insolito effetto chiarificatore di un’apparentemente banale immagine del paziente, che in genere i radiologi neppure vedono, è stato messo in luce dai ricercatori israeliani del Shaare Zedek Medical Center di Gerusalemme. La foto, rilevano gli scienziati al congresso della Società nordamericana di radiologia, in corso a Chicago, “ricordano al radiologo che le immagini ad alta definizione che hanno davanti sono un paziente, una persona. E dunque li spingono a cercare con maggiore attenzione se c’è qualcosa che non va”.
La scoperta è frutto di una ricerca condotta su 318 pazienti sottoposti a tomografia computerizzata o raggi X dell’ultima generazione. I loro esami, con foto del volto allegata, sono stati fatti vedere da 15 radiologi. A distanza di mesi i risultati positivi sono stati sottoposti al vaglio di altri colleghi, senza l’immagine del volto del malato. In questo caso l’80% dei radiologi non ha rilevato l’anomalia.
Per stessa ammissione degli specialisti, concludono i ricercatori israeliani, “l’immagine del volto del paziente aiuta a entrare in maggiore empatia con il caso clinico”.

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