sangue nelle urine o microematuria o ematuria microscopica: ruolo dell’ecografia

ecografia vescica e utero ovaie
ecografia vescica e utero ovaie

Cosa bisogna consigliare ad un paziente a cui si riscontra con l’esame chimico-fisico delle urine la presenza di sangue nelle urine, la cui definizione tecnica è microematuria / ematuria microscopica (ben diversa dalla ematuria macroscopica o macroematuria: il paziente vede con i suoi occhi sangue nelle urine)?

Le linee guida del 2012 di American Urological Association (AUA) suggerivano – nei pazienti con più di 35 anni con microematuria – di effettuare TAC e cistoscopia.

L’aggiornamento 2020 delle linee guida propone un atteggiamento più articolato, identificando tre classi di rischio ed un approccio differenziato
• Basso rischio: ripetere l’esame urine dopo 6 mesi o in alternativa ecografia dell’addome inferiore (reni, vescica, apparato genitale) e cistoscopia
• Rischio intermedio: ecografia dell’addome inferiore (reni, vescica, apparato genitale) e cistoscopia
• Rischio elevato: TAC e cistoscopia

Due studi osservazionali spingono l’ecografia, a ‘sfavore’ della TAC ed hanno motivato l’aggiornamento delle linee guida: ecografia dell’addome inferiore in 2100 adulti con micro-ematuria asintomatica, seguiti per 3 anni ed in cui non si è persa nessuna importante neoplasia delle vie urinarie alte (NEJM JW Gen Med Jan 15 and Urology 2019 Nov; 133:34).
Nell’altro studio i ricercatori hanno validato il “hematuria risk index” (Mayo
Clin Proc 2013 Feb; 88:129): in 1000 pazienti con microematuria asintomatica; dei 600 classificati a basso rischio metà hanno fatto la TAC e metà ecografia dell’addome inferiore ed in nessuno sono state trovati cancri delle vie renali alte (NEJM JW Gen Med Aug 1 and Urology Jul; 141:27).

Secondo le linee guida 2020 Ecografia dell’addome inferiore (reni, vescica, apparato genitale) è una metodica accettabile per valutare l’apparato urinario nei pazienti asintomatici con microematuria, limita l’esposizione a radiazioni ionizzanti, è più economica.

Si discute anche della condotta da tenere nei pazienti con iniziale valutazione negativa e che presentano micro-ematuria persistente (NEJM JW Gen Med Aug 1 and J Urol
Oct; 204:778).

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