ecografia addome: quando NON è utile effettuarla

ecografia addome
ecografia addome

American Board of Internal Medicine ha ideato il progetto Choosing Wisely il cui scopo è di identificare pratiche diagnostiche e terapeutiche potenzialmente inappropriate, cioè non rispondenti a criteri condivisi di efficacia, sicurezza ed efficienza.
La versione italiana di questo progetto è coordinata da Slow Medicine, con il progetto Fare di più non significa fare meglio.

Di seguito alcune delle indicazioni elaborate fino ad ora che dovrebbero spingere medici e pazienti a riflettere criticamente sull’utilità, negli specifica casi indicati a seguire, dell’ ecografia addominale

  • Non eseguire screening per cancro ovarico con CA-125 o ecografia in donne a basso rischio – Society of Gynecologic Oncology
  • Non raccomandare imaging come follow-up per cisti annessiali clinicamente insignificanti – American College of Radiology
  • Non eseguire abitualmente un’ecografia addominale negli atleti con mononucleosi infettiva – American Medical Society for Sports Medicine
  • Non eseguire un’ecografia addominale nei bambini con criptorchidismo – American Urological Association

E’ bene sottolineare che un’ecografia dell’addome può essere una valida alternativa a tecniche di imaging più costose e potenzialmente dannose (radiazioni ionizzanti, mezzo di contrasto) e quindi assolutamente appropriata come, ad esempio, sottolineato dal recente studio pubblicato sul NEJM su ecografia vs TC nei pazienti con sospetta nefrolitiasi.
Appare anche sensato il suggerimento di valutare attentamente se eseguire tomografia computerizzata (TC) per sospetta appendicite nei bambini o se preferire la meno invasiva ecografia dell’addome come suggerito da American College of Radiology e American College of Surgeons

Ricordate, parlando sempre di esami sanitari non necessari, che il check-up di routine non ha molto senso, ne avevo già parlato in questo vecchio articolo e potete approfondire (in inglese) la tematica su  sciencebasedmedicine.org

Sul sito Choosing Wisely tutte queste (e molte altre) raccomandazioni sono discusse approfonditamente e sono citati i relativi riferimenti bibliografici.

E’ bene richiamare sempre l’annosa problematica della sovradiagnosi: ne avevo parlato qui e, se non vi bastasse, vi segnalo il libro Overdiagnosed: Making People Sick in the Pursuit of Health di H. Gilbert Welch, Lisa M. Schwartz e Steven Woloshin la cui recensione – in inglese – trovate su ScienceBasedMedicine.org.

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